In Tormentata Quiete
Album • 2009
Una radio, a sipario chiuso, si sintonizza su una stazione che trasmette il "discorso sul teatro drammatico" di Pirandello. Si apre il sipario: un tavolo e una sedia al centro della scena. Un uomo è seduto sulla sedia. Il Teatro non può morire. Forma della vita stessa, tutti ne siamo attori; e aboliti o abbandonati i teatri, il teatro seguiterebbe nella vita, insopprimibile; e sarebbe sempre spettacolo la natura stessa delle cose. Parlare di morte del teatro in un tempo come il nostro così pieno di contrasti e dunque così ricco di materia drammatica, tra tanto fermento di passioni e succedersi di casi che sommuovono l'intera vita dei popoli, urto d'eventi e instabilità di situazioni e il bisogno sempre più da tutti avvertito d'affermare alla fine qualche certezza nuova in mezzo a un così angoscioso ondeggiare di dubbi, è veramente un non-senso. Pirandello (Roma, 8-14 Ottobre 1934)
Selva di occhi Si aprono in tocchi Cercano spilli Cantan materia Modifican cuori Guarda lo stolto Nel martirio d'odori Guardalo in volto Un balzo, un salto Suda la sorte Sussulto e canto Respira la morte Un tocco di fuoco "la vita è un gioco" Pizzico di terra "e l'anima in serra" Butto anche l'aria "zitto! ed il cuore varia" Ed infine il mare "è l'uomo a quanto pare" Un quanto di energia Che della vita è sola spia Gluoni, fotoni, bosoni, vettori Prego che voi siate i soli attori ...Muovo...mi Muovo...ti Muovo Intorno al rogo infinito ....Muovo ...Uccido...mi Uccido...ti Uccido A finir l'arcano rito ....Uccido ...Stendo...mi Stendo...ti Stendo A me la terra nuda ....Stendo.... ...Cingo...mi Cingo...ti Cingo L'amore mio trasuda ....Cingo.... Mi muovo mentre ti uccido Mi stendo mentre ti cingo Dentro lo tempo Io compio lo scempio Prendi elementi Che bollano lenti Sputo di serpe Morso di Euterpe E infine Nausicaa La mia musica amica Peras imposuit Iuppiter nobis duas: propriis repletam vitiis post tergum dedit, alienis ante pectus suspendit gravem. Hac re videre nostra mala non possumus; alii simul delinquunt, censores sumus.
Submitted by Warbringer — Apr 26, 2025
"ZITTA!" – urla l'uomo mentre si siede e poggia le mani sul tavolo – "Ho detto ZITTA! È inutile che continui a urlare il mio nome, e poi ti ho sempre detto che devi dimenticare il mio VERO nome." L'uomo torna in silenzio, si alza e si porta dietro la sedia restando in piedi con le mani messe sul poggiaschiena. Fa l'atto di ascoltare. Con fare ironico: "Ah! Davvero? E sentiamo quando." Si siede con fare da sbruffone e incrocia le braccia – "non ci credo. Qua è la pazzia che parla" – urla – "SEI PAZZA" – si rannicchia su se stesso – "io non l'ho mai detto, o almeno io credo... di non averlo mai detto" – Torna ad urlare – "TU STAI GIOCANDO! Io ho smesso di dirlo da tempo, TEMPO." Scatta in piedi lasciando cadere la sedia, guarda fisso in aria. "Quella volta che l'ho detto, io ero semplicemente ancora vivo." Raccoglie la sedia portandola di lato al tavolo, si siede e posa la testa sul tavolo.
Submitted by Finntroll — Apr 26, 2025
Brucia il respiro Brucia nel suo giro Incontra la tua mente In mezzo alla gente Scoppia la scienza Nel manto di sapienza Un unico ruggire Che ti porta a fuggire E mai inchiodi la mano Semmai Scagli lontano Lascia a me la luce Mentre il fato cuce Non chieder sanità A chi vive in vanità Guarda nello specchio Guardo lui che è vecchio Sciocca è la paura Saggia la tua ventura E odi Canta nel rogo Le lodi Umano nel luogo Nella primaessenza Di costanti equilibri Vengon pergiunte Le anime infrante Non gioco giullare Ma brucio in altare Danzando insenso Del perduto senso Nera la notte Signora di grotte Nel tuo ingordo pozzo La sua luna sgozzo Imbevendo di morte La tua sovrana corte Brucia il respiro Del fuoco nel giro Veloce e lenta Nera la notte Giuliva e spenta Signora di grotte Di fuoco l'onda Nel tuo ingordo pozzo Di te fa sponda La sua luna sgozzo Brucia il respiro Imbevendo di morte Del fuoco nel giro La tua sovrana corte Brucia il respiro Del fuoco nel giro
Submitted by Celtic Frost — Apr 26, 2025
"ZITTA!" – urla l'uomo mentre si siede e poggia le mani sul tavolo – "Ho detto ZITTA! È inutile che continui a urlare il mio nome, e poi ti ho sempre detto che devi dimenticare il mio VERO nome." L'uomo torna in silenzio, si alza e si porta dietro la sedia restando in piedi con le mani messe sul poggiaschiena. Fa l'atto di ascoltare. Con fare ironico: "Ah! Davvero? E sentiamo quando." Si siede con fare da sbruffone e incrocia le braccia – "non ci credo. Qua è la pazzia che parla" – urla – "SEI PAZZA" – si rannicchia su se stesso – "io non l'ho mai detto, o almeno io credo... di non averlo mai detto" – Torna ad urlare – "TU STAI GIOCANDO! Io ho smesso di dirlo da tempo, TEMPO." Scatta in piedi lasciando cadere la sedia, guarda fisso in aria. "Quella volta che l'ho detto, io ero semplicemente ancora vivo." Raccoglie la sedia portandola di lato al tavolo, si siede e posa la testa sul tavolo.
Submitted by Sexy Gargoyle — Apr 26, 2025
Astri, Perduti Sogni Perdute Vie Odor di niente Cieli, Solchi spenti Vuoti venti Odor di nero Ho smesso di essere Da quando odoro l'asfalto Ho smesso di credere Da quando mangio l'aria Nubi, Carichi Sogni Tuonanti vie Odor di Ciano Terra, Solchi ripieni Sperma incolto Odor di vita Ho smesso di essere Da quando odoro l'asfalto Ho smesso di creare Da quando mangio il sangue Respiro E Sento me Vivo E Sento te
"ZITTA!" – urla l'uomo mentre si siede e poggia le mani sul tavolo – "Ho detto ZITTA! È inutile che continui a urlare il mio nome, e poi ti ho sempre detto che devi dimenticare il mio VERO nome." L'uomo torna in silenzio, si alza e si porta dietro la sedia restando in piedi con le mani messe sul poggiaschiena. Fa l'atto di ascoltare. Con fare ironico: "Ah! Davvero? E sentiamo quando." Si siede con fare da sbruffone e incrocia le braccia – "non ci credo. Qua è la pazzia che parla" – urla – "SEI PAZZA" – si rannicchia su se stesso – "io non l'ho mai detto, o almeno io credo... di non averlo mai detto" – Torna ad urlare – "TU STAI GIOCANDO! Io ho smesso di dirlo da tempo, TEMPO." Scatta in piedi lasciando cadere la sedia, guarda fisso in aria. "Quella volta che l'ho detto, io ero semplicemente ancora vivo." Raccoglie la sedia portandola di lato al tavolo, si siede e posa la testa sul tavolo.
Submitted by Dahmers Fridge — Apr 26, 2025
Ascolta Silenziosa il passo del vento Calpesta Praterie create da folli nuvole Lascio solo qua Chiuso Silente E inizia il volo alto Interpreto movenze Che fanno paure Non è tempo di fiori Ma solo tempo di allori Lascio solo qua Chiuso Impaurito E riprende il volo Si, di rabbia perduta È questo il mio volo Incrocio fiumi E acque tormentate Da piogge che segnano Costanti agonie Il tuo sguardo il mio sguardo Il tuo perché Il mio perché Non mi fermo Non posso fermarmi Non sono le paure che possono bloccarmi Allarga le tue braccia E fa come faccio io Lascia che sia la musica Lascia che sia l'anima Non voglio sentire parole Non voglio sentirle! Le vostre voci continuano A urtare la mia mente Non frenano la mia rabbia Non possono fermarla Non vogliono fermarla Non chiedono fermarla Il tempo è venuto Il tempo è ora E ora è per sempre
Submitted by NecroGod — Apr 26, 2025
"ZITTA!" – urla l'uomo mentre si siede e poggia le mani sul tavolo – "Ho detto ZITTA! È inutile che continui a urlare il mio nome, e poi ti ho sempre detto che devi dimenticare il mio VERO nome." L'uomo torna in silenzio, si alza e si porta dietro la sedia restando in piedi con le mani messe sul poggiaschiena. Fa l'atto di ascoltare. Con fare ironico: "Ah! Davvero? E sentiamo quando." Si siede con fare da sbruffone e incrocia le braccia – "non ci credo. Qua è la pazzia che parla" – urla – "SEI PAZZA" – si rannicchia su se stesso – "io non l'ho mai detto, o almeno io credo... di non averlo mai detto" – Torna ad urlare – "TU STAI GIOCANDO! Io ho smesso di dirlo da tempo, TEMPO." Scatta in piedi lasciando cadere la sedia, guarda fisso in aria. "Quella volta che l'ho detto, io ero semplicemente ancora vivo." Raccoglie la sedia portandola di lato al tavolo, si siede e posa la testa sul tavolo.
Submitted by Morgoth — Apr 26, 2025
Credimi, la tempesta non é malvagia se poi rivedrai il sole Io... Io... Sento i granelli di sabbia Che... Che... sfiorando il passato cadono Vivo... Vivo... Del fertile sangue tuo Solo... Solo... ne bramo passione non vedi che non senti che lasci una carezza di una rosa morente Lacrima tua Lacrima mia discende dalla mano del mio ultimo amante So cosa senti verme incompreso Capace di tenere l'intero universo Charmato e stupito dalla mia danza Muovi la tua mano Cercando la mia essenza Della mia rabbia perduta So che tu Risenti di me Risenti di me Il sale mio Giace su te Giace su te La passione pura Del mio suono ha paura La passione nuda Dal mio canto trasuda Sai... Dell'uomo che canta Sai che canta Sai... del passo del vento Sai del vento Sai... del silenzio del cuore Sai del cuore Sai... Del passo di una donna Sai di una donna Che, Su di me Danza e Canta Sai... Del vento che canta Sai che canta Sai... Dall'urlo dell'uomo Sai dell'uomo Sai... Del sangue della terra Sai della terra Sai... delle briciole di vita Sai di vita Che, su di me Cadono lente Batti... Come Pioggia su Spiaggia Batti su Spiaggia Balla... Come vento su Neve Balla su Neve Canta... Come fuoco su terra Canta su terra Urla... come animo d'artista Urla d'artista Che dal sangre dipinge la tela
Submitted by Lake of Tears — Apr 26, 2025
"ZITTA!" – urla l'uomo mentre si siede e poggia le mani sul tavolo – "Ho detto ZITTA! È inutile che continui a urlare il mio nome, e poi ti ho sempre detto che devi dimenticare il mio VERO nome." L'uomo torna in silenzio, si alza e si porta dietro la sedia restando in piedi con le mani messe sul poggiaschiena. Fa l'atto di ascoltare. Con fare ironico: "Ah! Davvero? E sentiamo quando." Si siede con fare da sbruffone e incrocia le braccia – "non ci credo. Qua è la pazzia che parla" – urla – "SEI PAZZA" – si rannicchia su se stesso – "io non l'ho mai detto, o almeno io credo... di non averlo mai detto" – Torna ad urlare – "TU STAI GIOCANDO! Io ho smesso di dirlo da tempo, TEMPO." Scatta in piedi lasciando cadere la sedia, guarda fisso in aria. "Quella volta che l'ho detto, io ero semplicemente ancora vivo." Raccoglie la sedia portandola di lato al tavolo, si siede e posa la testa sul tavolo.
Submitted by VladTheImpaler666 — Apr 26, 2025
Tribali canti s'innalzan nel mio cuore ribadendo a me le mie radici Sguardi stupiti di gente comune si poggian a me come acqua piovana di lacrime e mi bagno di lacrime mai piante mai versate e mai piante e luccican gli occhi dei non nati e degli eterni morti Tribali giochi s'innalzan nella mia mente scoprendo in me nuove paure E cerco e ricerco la forza che mi spinge essa muove essa crea tutto il mio... Animo... Giudicami Oh animo... Vedicami Io... Vendicami Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris. Nescio, sed fieri sentio et excrucior. come una goccia che cade rompendo una roccia Come una roccia che vive in silenzio così io vivo piangendo muoio vivendo et amo odiando in mezzo al frastuono io ascolto soltanto le mie emozioni che di vita e di vita vivono Urlo il mare Oh Luna! Lascia che io ti possa toccare o almeno amaro astro che nel buio io possa ...sognarti Lo senti o luna il pianto del mare ogni volta che tu splendi lui alza la sua mano per toccare il tuo volto donare il suo cuore ma piangendo ti allontani gridando il suo dolore E lascio cadere come foglie al vento le mie illusioni i miei veri sogni E trucco i solchi di sangue sul mio viso nascondendoli con un falso sorriso sorriso Rilassate parole che nascondon dolore E rientro in scena indosso il costume e rientro in scena Questa, signori, è la sola vita fino all'ultima tragedia un grande teatro fino all'ultima tragedia
Submitted by NecroLord — Apr 26, 2025
"ZITTA!" – urla l'uomo mentre si siede e poggia le mani sul tavolo – "Ho detto ZITTA! È inutile che continui a urlare il mio nome, e poi ti ho sempre detto che devi dimenticare il mio VERO nome." L'uomo torna in silenzio, si alza e si porta dietro la sedia restando in piedi con le mani messe sul poggiaschiena. Fa l'atto di ascoltare. Con fare ironico: "Ah! Davvero? E sentiamo quando." Si siede con fare da sbruffone e incrocia le braccia – "non ci credo. Qua è la pazzia che parla" – urla – "SEI PAZZA" – si rannicchia su se stesso – "io non l'ho mai detto, o almeno io credo... di non averlo mai detto" – Torna ad urlare – "TU STAI GIOCANDO! Io ho smesso di dirlo da tempo, TEMPO." Scatta in piedi lasciando cadere la sedia, guarda fisso in aria. "Quella volta che l'ho detto, io ero semplicemente ancora vivo." Raccoglie la sedia portandola di lato al tavolo, si siede e posa la testa sul tavolo.
Submitted by NecroGod — Apr 26, 2025
Sguardi... Le tue mani danzanti, Tocchi... I tuoi occhi scavanti. Ipnosi conscia che tedia Passione Blocco consenziente per vita coerente Eppur... Lame involute tagliano cose vissute Brandelli d'Esperienze concimano coscienze Sento il tuo odore scambiandolo per umore Giochi col rumore che dal silenzio trae ardore Di che parli? Con chi parli? Ti vedo muovere Ti sento ballare E la rabbia crescere Ma non posso urlare Ti vedo muovere Ti sento ballare E la rabbia crescere Voglio guardarti Ma non posso urlare Ti vedo muovere ...toccarti... Ti sento ballare E la rabbia crescere ...possederti... Ma non posso urlare Finché Passione – Fuoco d'Essenza – gioca da passione – Divenire in Essenza – Ora lascio e combatto Vorrei arrendermi ma combatto Degli sguardi per i tocchi delle mani e dei tuoi occhi Non per la morte il mio canto Che della sorte non sia rimpianto
Submitted by Corpse Grinder — Apr 26, 2025
Nascono.... Pilastri - Cemento Parodia di vento ..Crescono.... Lenti - Veloci Forti e precoci ....Vivono.. Pretendere - Cedere Essere e credere ....Muoiono Sussurri - Voci Pilastri e croci Si chiude il sipario. Fine del monologo. Fine del "Teatroelementale".
Submitted by BloodShrine — Apr 26, 2025
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